La cavalcata di Sant’Anna, che si svolge l’ultima domenica di luglio, è una festa di antica tradizione di cui si colgono indizi già alla fine del Seicento. In occasione  della festa un corteo di cavalieri, guidato dal Sindaco, dopo aver compiuto tre giri intorno alla chiesetta di San Vincenzo, nella zona detta La Torre, si dirige verso la Chiesa di Sant’Anna, che si trova in territorio di San Mango, nei pressi del torrente Uccello o Uciello. Durante il percorso, i cavalieri lanciano confetti alla folla che si raccoglie lungo il tragitto, in particolare nei dintorni e all’interno della Chiesa di Sant’Anna (databile forse al secolo XIII). Giunti a destinazione, i cavalieri compiono tre giri intorno all’edificio ed entrano in Chiesa a cavallo sostando innanzi all’altare. La festa, di cui oggi si avverte soprattutto il valore religioso, si svolge quest’anno nell’ultima domenica di luglio. Fino ad alcuni anni fa si svolgeva sempre il 26 luglio, giorno di Sant’Anna, patrona delle madri e delle partorienti; ciò forse spiega il lancio dei confetti, che è interpretabile anche come auspicio di fertilità. D’altra parte il corteo guidato dal Sindaco dimostra che la cavalcata ha anche una funzione ufficiale di tipo civile, che in passato doveva essere molto avvertita dalla popolazione.

Secondo una leggenda, la Cavalcata, un tempo detta Tiritàbbola, sarebbe nata in epoca angioina (tra fine Duecento e inizio Quattrocento), dalla devozione di un cavaliere desideroso di ringraziare Sant’Anna per la nascita di un figlio che  desiderava da tempo. Tuttavia la presenza del Sindaco alla testa del corteo fa pensare a una funzione ufficiale e civile della Cavalcata. In una descrizione del Feudo risalente al Seicento (pubblicata da Luigi De Blasi nel 1992) si parla di una Fiera che si svolgeva a Sant’Anna, probabilmente nella zona pianeggiante nei pressi del torrente Uciello e del fiume Calore. In quell’occasione il Sindaco nominava un Mastro giurato che amministrava la giustizia nei giorni della Fiera.

La cavalcata che ancora oggi è guidata dal Sindaco nel pieno delle sue funzioni ufficiali (visto che indossa la fascia tricolore) conserva quindi la traccia evidente di un uso che portava a trasferire presso la Fiera di Sant’Anna l’amministrazione del comune.

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